IL RE LEONE – MAMAFRICA UBUNTU

Regia, scene e luci: Giuseppe Spicuglia

Coreografie: Valentina Caleca, Gabriella Rossitto, Emanuela Ucciardo, Carola Pennavaria

Costumi: Chiara Spicuglia e Maria Amato

Testi canzoni: Chiara e Giuseppe Spicuglia

scritto e diretto da Umberto Marino
con Emilio Solfrizzi
luci Giuseppe Filipponio
musiche Paolo Vivaldi
regista assistente Maria Stella Taccone
consulenza tecnica M° Leonardo De Carmine
per il costume del Signor Solfrizzi si
ringraziano la Sergio Tacchini Icons SRL di Livorno e Anna Coluccia
ufficio stampa Maurizio Quattrini
produzione Argot Produzioni

Il Re Leone è uno spettacolare musical ambientato nella savana africana tratto dall’omonimo film d’animazione Disney del 1994, che vede come protagonisti gli animali che la abitano.

Racconta la storia di Simba, un giovane leone che dovrà prendere il posto di suo padre Mufasa come re. Tuttavia, dopo che Scar, lo zio di Simba, uccide Mufasa, il principe deve impedire allo zio di conquistare le Terre del Branco e vendicare suo padre.

Lo farà con l’aiuto di Nala, amica d’infanzia per la quale affiorerà, nel momento del ritrovamento, un rinnovato sentimento d’amore, di Rafiki, un babbuino che nel musical assume i tratti di un vero e proprio sangoma, di Sarabi, madre di Simba rimasta vedova e privata del figlio fuggito dopo la morte del padre, e degli inseparabili amici Pumba e Timon, un suricato ed un facocero, improbabile duo comico del musical.

Il pubblico, di qualsiasi età vivrà con trepidazione le avventure della savana trasportato dalla celebre e pluripremiata colonna sonora di Elton John e Tim Rice, Hans Zimmer e la straordinaria partecipazione di Lebo M. per gli arrangiamenti corali e il particolarissimo sound africano.

Il Re Leone Mamafrica Ubuntu è la quarta e più impegnativa produzione del Lab-Oratorio teatrale Sacro Cuore, oggi compagnia teatrale “Il cuore di Argante”, dopo i successi di “La Bella e la bestia”, “Mary Poppins” e “The Sound of Music”, Tutti insieme appassionatamente”.

Nello specifico il lab-oratorio teatrale da anni lavora sulla periferia della città di Noto intervenendo sul tessuto sociale, aperto a chiunque voglia cimentarsi nelle arti raffinate e sapienti del teatro ma nello specifico anche sul recupero di ragazzi adolescenti o sul potenziamento del loro talento già in essere, sull’integrazione di ragazzi con difficoltà di adattamento e sul coinvolgimento delle fasce più giovani chiamate a una progettualità che ha come obbiettivo il superamento, attraverso il dispiegarsi del teatro come forma artistica, di ogni barriera di natura culturale, razziale e religiosa, nonché del superamento delle proprie paure e il ritrovamento di un “Io” essenziale, puro, in grado di potersi donare agli altri con disinteresse, mosso da un sentimento di misericordia ed empatia verso gli altri.

La filosofia UBUNTU, cuore pulsante della cultura sud-africana, inquadrata dal motto “Umuntu, ngumuntu, ngamantu”, ovvero “io sono in virtù degli altri”, incarna perfettamente questo principio di rispetto per tutti gli esseri viventi di cui tutto il musical è imperniato, specialmente nel primo brano “il cerchio della vita” dove ogni essere vivente è chiamato a rispettare e prendersi cura di ognuno su questa terra, “dalla più piccola formica alla saltellante antilope”. Il brano celebra la venuta del “re”, ovvero la nascita del piccolo Simba, individuato profeticamente come “messia”, nel senso più alto di Salvatore, di principe illuminato in grado di guidare il popolo sulla via della pace e della prosperità, acclamato da due arieti africani (interpretati da ragazzi musulmani che celebrano in lingua originale questo lieto evento, senza alcun rimando specifico, di cui chiunque può sentirsi partecipe).

Altri temi trattati sono la pace e la cooperazione, il rifiuto delle guerra simbolicamente raffigurata come una mandria impazzita non pensante che provoca la morte di Mufasa; il

rifiuto dell’omologazione della società stordita dall’ignoranza e dalla superficialità rappresentata da un branco di iene assoggettate ad un padrone, Scar, che propinava loro false promesse di un futuro migliore; il dramma del conflitto interiore che vive Simba, il protagonista, pensato come una sorta di Amleto sospeso tra l’ira nei confronti dello zio usurpatore e il suo senso di colpa per la morte del padre; ed infine la saggezza e la forza della fede, magistralmente interpretate dalla figura di Rafiki, la buffa scimmia “sangoma” in grado di guidare il suo popolo e Simba verso la verità, senza dimenticare l’importanza di affrontare il passato, piuttosto che fuggire, per proseguire il grande cammino della vita.

Il regista e un gruppo del cast sono disponibili a tenere due incontri frontali preparatori con le scolaresche per illustrare il percorso progettuale affrontato per la creazione del musical ed approfondire i messaggi veicolati tramite un dibattito.

2019-12-04T21:55:36+00:00